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Cos’è un’analisi di ciclo di vita (LCA)?

Come possiamo valutare se un’azione, un’innovazione tecnologica, un mezzo di trasporto è sostenibile? Emette più CO2 un’auto termica o un’auto elettrica? Quanto tempo è necessario ad pannello fotovoltaico per produrre la stessa energia necessaria a produrlo? Si emette più CO2 per produrre un kg di carne rossa o di carne bianca? Possiamo rispondere a tutte queste domande solo con un’analisi di ciclo di vita.

In questo post verrà brevemente descritto il metodo di studio necessario a dare una risposta a questi quesiti. Si chiama “studio LCA”, LCA sta per Life Cycle Assessment che tradotto significa Analisi del ciclo di vita e permette di quantificare numericamente l’impatto ambientale o il consumo di risorse di tutta la filiera produttiva di un determinato servizio o bene.

Come si fa un’analisi di ciclo di vita (LCA)?

  1. Viene definita un’unità funzionale, si tratta del servizio fornito dal processo che si vuole studiare, esso dipende dall’obiettivo dello studio. L’unità funzionale è il fine del processo oggetto di studio e della quale voglio stimate l’impatto ambientale o il consumo di risorse. Se lo scopo è confrontare le emissioni di un’auto elettrica e termica potrei definire un kilometro di strada percorso come unità funzionale. E’ importante che l’unità funzionale dello studio venga correttamente stabilità per permettere un confronto oggettivo.
  2. Vengono definite le categorie di impatto, ovvero quali sono gli impatti ambientali che voglio prendere in considerazione al fine della produzione/erogazione dell’unità funzionale. Ritornando all’esempio di prima, la categoria di impatto da prendere in considerazione potrebbe essere ad esempio l’emissione di gas ed effetto serra (GHG).
  3. Viene definito un confine di studio. Siccome l’analisi LCA prende in considerazione tutta la filiera produttiva dell’unità funzionale è importante capire fin dove estendere il proprio studio, cosa è rilevante e cosa non lo è per quantificare le categorie di impatto di interesse. Ritornando all’esempio di prima, lo studio dovrà estendersi fino a quando viene consumata energia siccome le emissioni sono legate al consumo di energia.
  4. Vengono fatte delle ipotesi di studio, si può decidere di studiare solo un paese oppure una realtà produttiva al fine di ottenere risultati coerenti. Ritornando all’esempio di prima, potrebbe essere utile restringere lo studio ad uno specifico paese per evitare di generalizzare troppo i risultati.

Basandosi quindi su un’inventario di dati viene impostato uno calcolo che a cascata ripercorre tutti i processi antecedenti necessari a produrre l’unità funzionale. Per ognuno di questi processi si studiano gli input di materie ed energia fino ad ottenere la lista finale di materie prime utilizzate ed energia consumata.

Durante ogni passaggio si applicano dei coefficienti moltiplicativi necessari a normalizzare i consumi di materia ed energia all’unità funzionale.

Facciamo un’esempio, basandoci su un’analisi LCA effettuata per confrontare le emissioni di un’auto elettrica e di una termica. [1]

  1. Viene prima di tutto definita l’unità funzionale ovvero il km di strada percorso dall’auto (sia per il caso dell’elettrica che di quella termica al fine di fare un confronto omogeneo).
  2. In seguito si studiano i materiali necessari a produrre le due tipologie di auto e si calcola l’energia necessaria a lavorare le materie prime per renderle conformi al processo produttivo del veicolo. Al fine di definire l’impatto ambientale dovuto all’uso dell’energia, gli autori hanno dovuto fare un’ipotesi in merito al paese di analisi.
  3. Dopodichè, si studia quanta energia serve a processare i materiali all’interno del processo produttivo dell’auto
  4. Una volta che l’auto è stata prodotta si analizza quanta energia serve per trasportare l’auto fino al medesimo punto di utilizzo
  5. In seguito si stimano le emissioni durante la fase di utilizzo del veicolo. Gli autori hanno supposto un chilometraggio complessivo dell’auto di 150.000 km per convertire le emissioni per veicolo alle emissioni per km
  6. Rottamazione dell’auto, il processo è molto simile per le due auto a parte che per la gestione del pacco batterie

Al termine dell’analisi LCA si ha una visione completa e dettagliata dell’intero ciclo di vita del prodotto e si conoscono le emissioni associate a ciascuna sottoparte di questa filiera. Questo elevatissimo grado di conoscenza permette alle aziende di:

  • condurre studi di ottimizzazione del processo per ridurre eventuali inefficienze produttive
  • pianificare interventi di efficientamento prevedendo già i miglioramenti degli indici di prestazione e le riduzioni delle emissioni
  • capire se il proprio prodotto/soluzione sia più o meno sostenibile rispetto ad altri

Dal punto di vista dei consumatori queste analisi permetterebbero di orientare la nostra scelta verso prodotti a minore impatto ambientale.

International EPD® System è un progetto globale di raccolta di EPD (acronimo di dichiarazioni ambientali di prodotto).

Tutte le dichiarazioni ambientali di prodotto disponibili nella Libreria di International EPD® System sono effettuate secondo dettagliate Analisi di ciclo di vita (LCA).

Ad oggi non è tuttavia obbligatorio effettuare un’analisi LCA e quindi produrre una EPD per mettere in commercio un prodotto, questo è un peccato siccome non permette ai consumatori di fare una scelta basata su criteri oggettivi di sostenibilità ambientale.

L’obbligatorietà di un’analisi LCA secondo normativa ISO 14040 rappresenterà un notevole passo in avanti, permetterà infatti alle aziende di avere una maggiore consapevolezza della propria filiera produttiva e ai consumatori un criterio di scelta oggettivo basato sul principio di sostenibilità.

Scopri le emissioni di ciclo di vita di prodotti di uso comune.

Bibliografia

[1] Life Cycle Analysis of Electric Vehicles – Quantifying the Impact

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