Lifergy.net

Aumentare l’efficienza – Azione 2

Ridurre i consumi di materie prime ed energia è fondamentale, dobbiamo aumentare l’efficienza dei nostri processi. Foreste e oceani da soli non sono capaci di compensare completamente le emissioni antropiche di CO2 e in generale di gas climalteranti. Lo dimostrano i fatti ovvero le misurazioni che periodicamente vengono ripetute e che mostrano un continuo incremento della concentrazione di carbonio in atmosfera come mostrato nel grafico che segue.

L’unico modo per invertire la tendenza è ridurre le nostre emissioni fino al punto da essere compensate dall’assorbimento di oceani e piante. Ma perché emettiamo CO2? Perché non riusciamo a smettere di rilasciare questo gas in atmosfera? Perché abbiamo bisogno di energia, tantissima energia per mantenere il nostro stile di vita e soddisfare ogni nostra esigenza.

I numeri parlano chiaro, le emissioni di gas climalteranti (circa 50 miliardi di tonnellate al 2016) sono dovute principalmente a produzione di energia elettrica e calore, agricoltura ed uso dei terreni, trasporti e industria manifatturiera (circa 75% delle emissioni)

Dobbiamo prima di tutto ridurre l’impatto di queste attività per ottenere un risultato accettabile. Come possiamo tagliare le emissioni pur mantenendo elevato il nostro stile di vita?

Possiamo decidere di smettere di consumare energia, ma nessuno di noi sarebbe disposto ad accettarlo, significherebbe tornare indietro di centinaia di anni buttando anni e anni di innovazione e sviluppo tecnologico. Non è possibile pretendere di continuare a soddisfare il nostro attuale enorme fabbisogno di energia con le sole fonti rinnovabili e men che meno continuando ad utilizzare combustibili fossili.

Possiamo però migliorare l’uso che facciamo dell’energia consumandone di meno, molta di meno, aumentare l’efficienza energetica è la soluzione. E’ una transizione che richiede grandi investimenti e un pianificazione sul lungo periodo siccome attualmente la maggioranza delle attività sono molto poco efficienti.

Abbiamo tutti i mezzi necessari per ridurre i nostri consumi di energia, la tecnologia è già matura per permetterci di farlo. Tra gli interventi di efficientamento energetico troviamo ad esempio:

  1. Efficientamento energetico di edifici, riduzione del fabbisogno di energia per la climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento) mediante miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio per disperdere molta meno energia termica. Riduzione consumi di energia elettrica con l’uso di lampadine a LED ed elettrodomestici ad elevata efficienza energetica. Oggi che ci permette di . Un rapporto di Legambiente [1] mostra che il 16,8% degli edifici in Italia si trova in condizioni mediocri-pessime dal punto di vista energetico. Comunemente la classe energetica molto non è nemmeno nota e, quando lo è, il consumo di energia primaria calcolato mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) raggiunge anche i 200 kWh/m2/anno. Un’abitazione in elevata classe energetica raggiunge un consumo di solo 25-30 kWh/m2/anno, circa 8-10 volte meno, questo significa maggiore comfort e minori spese in bolletta. Dal 2021 tutti gli edifici di nuova costruzione in Italia dovranno essere nZEB (near zero energy building) nei quali la pochissima energia necessaria al dovrà essere prodotta da sistemi a fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, etc..). COSA FARE? Un’azione che ognuno di noi può fare è efficientare energeticamente la propria abitazione con interventi di isolamento dell’involucro o installazione di generatori di calore ad alta efficienza (caldaie a condensazione o pompe di calore), lo stato Italiano incentiva questa scelta con l’EcoBonus 110%. Una corretta progettazione degli interventi di retrofit energetico permette di ottenere questo incentivo e quindi avere un’abitazione a basso impatto ambientale con grandi vantaggi economici.
  2. Efficientamento dei processi industriali, ne sono un esempio il recupero di cascami termici con l’implementazione di reti di scambiatori di calore e lo sviluppo di sistemi di gestione dell’energia (ISO 50001) per monitorare l’efficienza energetica di processi industriali. Un sistema di gestione dell’energia certificato permette inoltre di evitare sprechi energetici e prevenire guasti. Le industrie necessitano di molta energia per i processi produttivi e un sistema di gestione adeguato permette di avere un continuo monitoraggio degli indici di prestazione per individuare eventuali inefficienze e porvi rimedio o per pianificare interventi di miglioramento delle performance energetiche. COSA FARE? Un’industria sensibile alle tematiche ambientali dovrebbe dotarsi di una certificazione ISO 50001 per migliorare i propri indici di consumo energetico e pianificare interventi di efficientamento per migliorare sempre di più.
  3. Efficientamento dei processi di filiera agricola, riduzione del fabbisogno di energia, di suolo e di risorse necessarie alla coltivazione e all’allevamento. Riduzione dei consumi di energia per la conservazione, distribuzione, e catena del freddo, accreditamento e certificazione dell’efficienza di filiera attraverso “etichette” come EcoLabel. COSA FARE? Tutti i produttori dovrebbero effettuare per legge analisi di ciclo di vita (LCA) della propria filiera produttiva per certificare il reale impatto ambientale dei prodotti commercializzati. E’ fondamentale smantellare l’approccio comunicativo del Greenwashing, i produttori dovranno certificare la propria impronta sull’ambiente mediante numeri coerenti, trasparenti e verificabili. Il marketing non deve più poter utilizzare in modo improprio e generico la parola “Green” sul packaging dei prodotti. La politica, in sinergia con i massimi esperti del settore, deve normare una procedura uniforme e snella per garantire una maggiore consapevolezza riguardo all’analisi del ciclo di vita dei prodotti in commercio. Questo permetterà di fornire informazioni oggettive riguardo all’impatto ambientale e al consumo di risorse.
  4. Educazione alla riduzione degli sprechi, uno su tutti il cibo, la FAO (Food and Agriculture Organization) stima che un terzo della quantità di cibo prodotta a livello mondiale viene sprecato. Questo è inaccettabile in un mondo dove circa un individuo su dieci è sotto-nutrito. [2] Uno spreco di cibo è uno spreco sia di energia (necessaria alla produzione, trasporto e catena del freddo) che di risorse (acqua, terreno). Ciò che diamo per scontato è in realtà frutto di numerosi processi (produzione, raccolta, trasporto, conservazione e distribuzione) ciascuno dei quali costa energia e risorse. Si stima che gli sprechi di cibo contribuiscano per il 6% circa delle emissioni globali di gas climalteranti. [3] Non è necessario solo ridurre gli sprechi alimentari ma anche i consumi di risorse. COSA FARE? Ognuno di noi deve fare la propria parte, dobbiamo ridurre al minimo possibile lo spreco alimentare e di prodotti in generale acquistando solo ciò di cui abbiamo realmente bisogno in quantità adeguate. Al contempo la politica deve favorire e incentivare un modello economico circolare e quindi una progettazione orientata ai concetti di Riparabilità, Riusabilità e Riciclabilità [4].
  5. Riduzione della popolazione mondiale, non possiamo pretendere una continua crescita del numero di persone. Lo stesso IPCC riporta che gli scenari in cui la popolazione mondiale si stabilizza intorno ai 7 miliardi di persone sono decisamente più favorevoli rispetto a quelli in cui la crescita continua in modo esponenziale. Uno dei principali fattori trainanti dell’aumento delle emissioni è proprio l’aumento della popolazione mondiale [5]. COSA FARE? Questo problema non riguardo tanto l’Italia che è sulla buona strada ma bensì i paesi in via di sviluppo in cui l’istruzione e l’educazione familiare sono fondamentali per ridurre il numero di nascite e garantire condizioni di vita migliori per tutti.

L’efficienza è la chiave della transizione verso la sostenibilità, dobbiamo consumare meno energia e risorse per avere la possibilità di raggiungere una condizione di stabilità e sostenibilità.

Bibliografia

[1] Rapporto Legambiente

[2] FAO – Food Loss and Food Waste

[3] Food waste is responsible for 6% of global greenhouse gas emissions

[4] Confindustria – EcoDesign l’evoluzione della progettazione

[4] IPCC – Climate Change 2014, Synthesis Report

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *