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Limite 6 – Alterazione ciclo dell’acqua

La descrizione del ciclo dell’acqua e come le attività umane lo influenzano è ben descritto nel video seguente, il post servirà solo a riassumere quanto già riportato in modo molto chiaro.

Normalizzando tutti i flussi idrologici del ciclo dell’acqua sul nostro pianeta sull’unità di misura “lago di garda” (ovvero quantità d’acqua contenuta nel lago di garda) possiamo riassumere che:

  • Le precipitazioni sulla terraferma equivalgono a circa 2000 laghi di garda ogni anno
  • Il deflusso totale dei fiumi equivale a circa 800 laghi di garda ogni anno

A livello di utilizzo dell’acqua invece:

  • Per dissetare il mondo sarebbe sufficiente ogni anno 1/10 del lago di garda ogni anno
  • Per gli usi domestici a livello mondiale consumiamo circa 5 laghi di garda ogni anno
  • Per la produzione di beni a livello mondiale abbiamo un’impronta idrica (consumo d’acqua lungo tutta la filiera) di circa 180 laghi di garda ogni anno. La water footprint organization mette a disposizione un calcolatore con cui possiamo scoprire l’impronta idrica di molti prodotti e alimenti. Ci basti immaginare che:
    • Una mela ha un’impronta idrica di circa 70 litri [1]
    • Un kg di pane ha un’impronta idrica di circa 1600 litri [1]
    • Un kg di carne rossa di bovino ha un’impronta idrica di circa 15400 litri [1]

Mediamente quindi non abbiamo (ancora) un consumo di acqua prossimo ai limiti del nostro pianeta tuttavia i numeri medi raccontano in modo fuorviante la reale situazione mondiale.

La distribuzione della disponibilità d’acqua a livello mondiale non è uniforme [2]:

Immagine da: Insights from the Comprehensive Assessment of Water Management in Agriculture [2]
  • Ci sono regioni in cui l’acqua è fisicamente scarsa (arabia saudita, parti dell’australia, dell’asia, dell’america centrale e nord africa)
  • Ci sono regioni in cui ci sono problemi socio-economici che limitano la disponibilità d’acqua nonostante non vi siano limiti fisici (centro africa e nord dell’india)
  • Ci sono regioni in cui non vi sono problemi di disponibilità d’acqua

Per via di queste dis-uniformità di disponibilità si innescano enormi flussi di acqua virtuale (virtuale perché sono flussi di acqua intrinsecamente contenuti nei prodotti commercializzati) tra i vari paesi. In alcuni casi i flussi d’acqua virtuale partono da zone a scarsa disponibilità d’acqua (india, vietnam) e si dirigono verso zone con maggiore disponibilità (europa). L’europa (e in gran parte anche l’italia) è un grande importatore di acqua virtuale e ciò significa che non è un continente resiliente dal punto di vista della risorsa idrica, in altre parole abbiamo bisogno delle risorse degli altri paesi per mantenere i nostri attuali standard di vita e di alimentazione.

Anche la pressione dell’uomo sulle risorse idriche non è uniformemente distribuita nel mondo [3]:

Global geography of incident threat to human water security and biodiversity [3]

India, Pakistan ed Europa sono le regioni del mondo in cui si ha la maggiore pressione sulle risorse idriche, in parte per la densità di popolazione e in parte per via dei flussi virtuali in importazione/esportazione.

Si prevede per il futuro una crescita della popolazione mondiale che si concentra in corrispondenza delle zone più povere di acqua, questo potrà causare instabilità sociali e fenomeni di migrazione.

Un’altro trend che si osserva è quello del passaggio a diete con una maggiore impronta idrica (ricche di proteine animali). Questo potrà diventare un problema qualora anche gli abitanti dei paesi più popolosi come india e cina volessero emulare una dieta ricca di proteine animali come la nostra. Abbiamo quindi il dovere di dare il buon esempio modificando la nostra dieta minimizzando il consumo di alimenti ad alta impronta idrica.

Per soddisfare le esigenze alimentari di una popolazione in continua crescita è necessario aumentare la resa dei terreni che abbiamo a disposizione, questo significa maggiore consumo di acqua [4] e maggiore uso di fertilizzanti. Il maggiore consumo di acqua causerà una maggiore impronta idrica mentre un maggior uso di fertilizzanti significherà una maggiore alterazione dei cicli dell’azoto e del fosforo con le conseguenze che conosciamo.

AQUASTAT – FAO’s Global Information System on Water and Agriculture [4]

Si intensificheranno i flussi di acqua virtuale tra i vari paesi (così come i consumi) con il rischio di generare delle pressioni non più sostenibili dal sistema idrico.

In conclusione stiamo nel bel mezzo di un esperimento di biogeochimica su scala planetaria. La vera domanda non è se l’alterazione del ciclo dell’acqua porterà a gravi problemi agli ecosistemi ma:

Su quale scala di tempo le forzanti antropiche che stiamo mettendo in gioco saranno tali da compromettere irreversibilmente gli ecosistemi ci sostengono?

Bibliografia

[1] Water Footprint Network – Water footprint of crop and animal products: a comparison

[2] Insights from the Comprehensive Assessment of Water Management in Agriculture

[3] Vörösmarty, C. et al (2010) Global Threats to Human Water Security and River Biodiversity. Nature

[4] AQUASTAT – FAO’s Global Information System on Water and Agriculture

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