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Uso dell’energia elettrica – Azione 3

Dobbiamo fare una transizione verso l’uso dell’energia elettrica passando da tecnologie basate sulla combustione a tecnologie basate sull’uso efficiente dell’energia elettrica. L’energia elettrica permette di trasportare rapidamente energia dai sottosistemi di produzione all’utilizzatore finale. Le fonti di energia rinnovabili sono capaci di produrre molto bene energia elettrica (solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico) e sono fondamentali per ridurre l’intensità di carbonio dell’energia elettrica. Ogni kWh di energia elettrica emette una certa quantità di anidride carbonica (CO2) in atmosfera, questa quantità dipende da come l’energia elettrica viene prodotta.

  • In paesi come l’Estonia, il Queensland (Australia), la Bosnia dove gran parte dell’energia elettrica viene prodotta con fonti fossili, le emissioni per 1 kWh possono superare i 600-700 grammi di CO2
  • In paesi come la Svezia e la Norvegia dove gran parte dell’energia elettrica viene prodotta con fonti rinnovabili, le emissioni per 1 kWh possono essere addirittura inferiori a 40-50 grammi di CO2

L’uso dell’energia elettrica è conveniente da un punto di vista di cambiamento climatico solo se l’energia viene prodotta in larga parte da fonti rinnovabili come nel caso di Svezia e Norvegia. Al contrario, le emissioni di CO2 prodotte dall’uso di energia elettrica sarebbero elevatissime e non ci sarebbe beneficio.

Sono molti i settori che necessitano di essere elettrificati, i principali sono:

  1. Mobilità elettrica su lungo raggio (auto e bus elettrici) e micro-mobilità elettrica e su corto raggio (e-bike). L’auto elettrica ma in generale la mobilità elettrica è una soluzione che permetterà la riduzione delle emissioni di anidride carbonica CO2 (qualora l’energia sia prodotta in modo rinnovabile) ma soprattutto la riduzione delle emissioni di inquinanti come NOx, PM10, PM2.5 (e conseguente smog fotochimico) garantendo soprattutto un’aria più pulita nei centri urbani. Mezzi di micro-mobilità come e-bike sono altrettanto importanti per ridurre le emissioni soprattutto per i brevi spostamenti (distanze nell’ordine dei 5-10 km). E’ importante quindi ripensare completamente al concetto di mobilità nei centri urbani per permettere a chiunque di muoversi in sicurezza con questi mezzi di trasporto. Per le bici elettriche esistono numerosi sistemi di propulsione e di accumulo dell’energia, BOSCH ad esempio mette a disposizione un calcolatore per stimare l’autonomia della propria bici equipaggiata con sistemi di pedalata assistita. Giocando con questo calcolatore si vede che è possibile avere un’autonomia di 90 km con una batteria da soli 500 Wh! Si può calcolare quindi che il consumo di energia di una bici elettrica è circa 5-6 kWh/km, circa 100 volte inferiore a quello di un’automobile a combustione interna tradizionale. Immaginiamo una città pensata per questo tipo di micro-mobilità, i consumi di energia sarebbero molto inferiori e la qualità dell’aria maggiore. COSA FARE? Dobbiamo favorire tutte quelle forze politiche interessate a rendere più sostenibile la mobilità nelle città (creazione di piste ciclabili, chiusura al traffico dei centri cittadini, potenziamento ed elettrificazione dei mezzi pubblici). Privilegiare l’acquisto, solo quando necessario, di auto elettriche sfruttando gli incentivi messi a disposizione dallo stato sia per l’acquisto di mezzi a basse emissioni di CO2 che anche i vantaggi che derivano dalla maggiore efficienza del motore elettrico.
  2. Elettrificazione della produzione di energia termica con sistemi a pompa di calore. Questa soluzione rappresenta ormai lo standard per edifici di nuova costruzione per ottenere elevati standard di efficienza energetica per la climatizzazione. Nelle riqualificazioni energetiche di edifici spesso viene anche sostituita la caldaia con nuovi impianti a pompa di calore. Questo metodo di produzione di calore è molto più efficiente soprattutto quando la temperatura esterna non è troppo bassa e in abitazioni isolate termicamente e dotate di sistemi di riscaldamento come pavimenti radianti. COSA FARE? Efficientare la propria abitazione utilizzando una pompa di calore di alta qualità per riscaldamento e la produzione di acqua calda. Anche in questo caso è necessario rivolgersi ad esperti nel settore capaci di valutare quale sia la soluzione ottimale per la propria abitazione.
  3. Elettrificazione (quando possibile) dei processi produttivi industriali. L’energia termica ha un ruolo centrale in numerosi processi produttivi industriali. Non sempre purtroppo questo fabbisogno di calore è possibile soddisfarlo in modo efficiente con pompe di calore per via delle elevate temperature. Un esempio è rappresentato dall’industria siderurgica che necessita di calore ad altissima temperatura, per produrre questo calore non è possibile utilizzare pompe di calore ma sistemi differenti come forni elettrici ad arco [1]. Un piano B per effettuare l’elettrificazione è spesso possibile ma non sempre economicamente sostenibile/conveniente. Per favorire questa transizione anche in contesti aziendali è necessario che lo stato fornisca aiuti e sostegni economici sotto forma di incentivi e agevolazioni per passare a tecnologie più pulite o disincentivare fortemente soluzioni inquinanti. COSA FARE? La politica deve rendere conveniente l’implementazione di soluzioni a basso impatto di carbonio con incentivi.

La conversione al vettore elettrico è fondamentale, l’energia elettrica è facilmente producibile con fonti energetiche rinnovabili ed è possibile accumularla in sistemi elettrochimici (batterie) oppure, su grande scala, mediante pompaggio in impianti idroelettrici.

Ad oggi un’elettrificazione dei vettori energetici e dei trasporti non porterebbe a significativi risparmi di emissioni di CO2 a causa del mix elettrico ancora troppo legato ai combustibili fossili. E’ fondamentale che però insieme all’efficientamento energetico e alla transizione al vettore elettrico si incrementi anche la produzione energetica da fonti rinnovabili per avere un mix di produzione di energia elettrica quasi solo rinnovabile.

Bibliografia

[1] Wikipedia – Forni elettrici ad arco

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