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Ridurre gli spostamenti – Azione 7

Ridurre gli spostamenti è diventata una necessità, il settore dei trasporti è responsabile di circa il 15% delle emissioni di gas serra. La mobilità è diventata una necessità, ogni giorno ci spostiamo per andare in ufficio, a scuola o in palestra, mediamente ogni italiano percorre 41 km al giorno [1].

Un discorso simile vale anche per l’aviazione, il numero di viaggi aerei è aumentato tra il 2018 e il 2019 del 6,5%, l’aviazione internazionale ha trasportato circa 4,4 miliardi di passeggeri nel 2019, più della metà della popolazione mondiale. [2]

Ma è davvero così necessario spostarsi così tanto?

Dopo Covid-19 ci siamo resi conto che con la tecnologia e i mezzi di comunicazione possiamo svolgere a distanza molte attività, forse più di quante avremmo mai potuto immaginare! Lo Smart Working è diventato una soluzione comune che permette di risparmiare molto tempo, denaro ma soprattutto emissioni di anidride carbonica!

Lo Smart Working (quando possibile) può contribuire a ridurre drasticamente i trasporti a corto raggio (casa-ufficio) e i trasporti a lungo raggio (viaggi e trasferte di lavoro) che possiamo limitare solo a quelli davvero necessari.

La mobilità però è anche molto altro e va ben oltre le sole esigenze lavorative!


Dobbiamo imparare a viaggiare in aereo solo quando è davvero necessario, ormai i voli low-cost ci inducono a volare spesso, tuttavia il costo ambientale è elevatissimo e non viene incluso nella tariffa del biglietto… Il kerosene (combustibile per aeromobili) è esente da tassazione e non vi è al momento una carbon tax che penalizzi questi mezzi di trasporto. Basti immaginare che un volo da Roma a New York (solo andata) emette circa 1 tonnellata di CO2, per un viaggio andata e ritorno si emettono quindi circa 2 tonnellate di CO2, praticamente il livello di emissioni medie annue di un abitante dell’india! [3]

Scopri in quanti paesi del mondo le emissioni pro-capite sono inferiori a 2 tonnellate nel grafico sotto!

Qual’è la responsabilità dei voli alle emissioni di anidride carbonica (CO2)?

(Ancora) non molta, le emissioni dovute al trasporto aereo si stimano essere circa il 2,8% delle emissioni mondiale (circa 1 miliardo di tonnellate) di anidride carbonica.

Il motivo sta nel fatto che solo un numero molto limitato di persone nel mondo utilizza l’aereo frequentemente. Il rapporto ICAO stima un numero complessivo di passeggeri-km di circa 8000 miliardi nel 2018, questo significa che mediamente ogni passeggero ha percorso circa 2000 km per volo. Questi numeri danno una percezione di quanto il mercato dei trasporti aerei possa crescere nel futuro e di quanto rilevante possa diventare questo comparto.

Se ogni abitante del mondo facesse un volo di 2000 km aumenterebbero di circa l’80% i km percorsi e le relative emissioni di CO2.

Se ogni abitante del mondo effettuasse ogni anno un volo A/R di gittata paragonabile alla tratta Londra-New York (11000 km circa), le emissioni di CO2 dovute al trasporto aereo sarebbero oltre 5 volte quelle attuali. Sono numeri che non possiamo assolutamente permetterci di raggiungere.

Il trasporto aereo non rappresenta al momento un grande problema per le emissioni, ma potrebbe rappresentarlo in prossimo futuro qualora la crescita del numero dei passeggeri e dei km percorsi continui con l’attuale ritmo esponenziale.


La mobilità urbana dovrà essere ripensata così come stanno facendo molte città del Nord Europa tra cui Oslo.

Biciclette e mezzi di micro-mobilità elettrica devono sostituire le attuali auto private per i brevi spostamenti (5-10 km). Per rendere questo possibile, la rete di strade nelle città deve subire un grande cambiamento, le piste ciclabili devono diventare arterie di interconnessione tra i punti di interesse cittadino e il traffico deve essere limitato solo ai mezzi elettrici con ridotto impatto.

Per favorire questa transizione bisogna investire molto e avere un chiaro piano di sviluppo della mobilità nei centri urbani, non è necessario inventare soluzioni innovative, basta copiare da chi lo ha già fatto! L’amministrazione della capitale norvegese ha adottato le seguenti misure per favorire una mobilità sostenibile nella città di Oslo e al contempo sfavorire l’uso di auto inquinanti [5]:

  1. Eliminato circa 700 parcheggi per auto private, mantenendo parcheggi principalmente per disabili e auto elettriche
  2. Introdotto tariffe più salate per i veicoli più inquinanti
  3. Chiuso al traffico il centro città
  4. Realizzato piste ciclabili per favorire gli spostamenti con mezzi di micromobilità
  5. Promesso che entro il 2028 tutti i mezzi di trasporto pubblici saranno elettrici
  6. Reso conveniente l’utilizzo di strumenti di car sharing
  7. Garantito incentivi all’acquisto di sole auto elettriche e ibride plug-in

Sono tutte azioni concrete che chiariscono la strategia Norvegese nell’ambito della mobilità!

Dobbiamo solo imparare dalla Norvegia e COPIARE, le conseguenze di queste scelte possono sembrare penalizzanti per la vita di tutti i giorni (carburante più caro, parcheggi assenti e meno strade percorribili) ma rappresentano una strategia vincente sul lungo periodo in quanto garantiranno un modello di mobilità molto più efficiente e pulita. Si eviteranno infatti problemi di superamento dei livelli di inquinanti (particolato, ossidi di azoto, smog fotochimico) e minori emissioni di gas ad effetto serra.

Ma quali sono i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica nel settore dei trasporti?

Ripartizione delle emissioni di CO2 nel segmento dei trasporti – Cars, planes, trains: where do CO2 emissions from transport come from?
by Hannah Ritchie
  • Il 45% delle emissioni nel settore dei trasporti derivano dalle auto e in generale dai mezzi di trasporto di uso quotidiano per il trasporto di persone
  • Il 29-30% delle emissioni nel settore dei trasporti derivano dal trasporto di merci su gomma (camion)
  • Il 11-12% delle emissioni nel settore dei trasporti derivano dai trasporti aerei di cui:
    • 81% per il trasporto di passeggeri
    • 19% per il trasporto di merci
  • Il 10-11% delle emissioni nel settore dei trasporti derivano dalle spedizioni di beni e prodotti

Possiamo quindi contribuire alla riduzione delle emissioni anche acquistando prodotti locali, ciò permette di ridurre la quota parte delle emissioni dovute al trasporto di beni e prodotti.

Ognuno di noi può fare qualcosa di concreto per la riduzione delle emissioni nei trasporti, abbiamo tutto nelle nostre mani!

Bibliografia

[1] L’analisi. Gli italiani al volante, ecco cosa dice la scatola nera

[2] Il Sole 24 Ore

[3] How your flight emits as much CO2 as many people do in a year

[4] WATS World Air Transport Statistics 2019

[5] Oslo: prima capitale del mondo senza auto

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