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Sostenibilità e crescita economica

Cos’è la crescita economica? Ogni giorno sentiamo parlare di crescita economica ma sappiamo davvero cosa significa? Con crescita economica si intende semplicemente l’aumento di un parametro economico definito PIL (o GDP). Ma come è definito il PIL, e perché è così importante? Un PIL maggiore significa anche un benessere maggiore? Possiamo coniugare sostenibilità e crescita economica?

Cos’è il PIL ? Il PIL è semplicemente un indice del reddito di una nazione. Uno dei metodi di calcolo del PIL è [1]:

PIL = Consumi + Investimenti privati + Spesa pubblica + (Esportazioni – Importazioni)

Con Consumi si intende la somma delle spese per i beni di consumo come:

  • Beni alimentari (pane, acqua, carne…)
  • Beni tecnologici (smartphone, PC, TV…)
  • Beni “generici” (penne, armadi, bicchieri…)
  • Beni energetici (Gas, Energia Elettrica)

Comprendiamo quindi che il PIL è proporzionale al valore dei prodotti vengono acquistati e utilizzati dai consumatori. In Italia la voce consumi rappresenta circa il 60% del valore complessivo del PIL. [2]

La figura seguente mostra l’andamento del PIL nel tempo, il trend è in continua crescita, questo è fortemente voluto da tutti i governi politici ed è reso possibile dallo sviluppo tecnologico.

Ma un PIL più elevato significa necessariamente un maggior benessere della popolazione?

Il PIL non è una misura di benessere ma una misura del reddito e ha molti limiti tra cui:

  • non prende in considerazione la natura dei consumi (spese per l’istruzione e per gli armamenti vengono conteggiate allo stesso modo)
  • non include le spese per opere di volontariato
  • non quantifica il benessere legato a beni immateriali come il tempo libero e qualità delle relazioni umane
  • non quantifica le esternalità negative sull’ambiente come le emissioni di inquinanti o di gas climalteranti
  • non quantifica i servizi ecosistemici e le risorse che la natura ci fornisce gratuitamente

Capiamo quindi che più prodotti vengono acquistati e consumati e più il PIL è elevato. Tuttavia un maggior consumo di beni ha delle conseguenze negative sull’ambiente dovute all’attuale modello economico lineare:

  • una maggiore domanda di materie prime da estrarre dal suolo
  • un maggior consumo di energia necessaria al processo produttivo e al trasporto dei prodotti
  • una maggiore produzione di rifiuti per via dell’attuale modello economico lineare

Queste conseguenze si scontrano con il concetto di sostenibilità che invece richiede un minor consumo di risorse e di energia. Sostenibilità e crescita economica (intesa come crescita del PIL) non sono conciliabili!

La crescita economica (così come è definita oggi) inoltre non potrà continuare all’infinito per via della limitatezza delle risorse sul pianeta.

Correlazione preoccupante tra la crescita del PIL mondiale e la crescita delle emissioni di CO2 in atmosfera

Nel breve periodo possiamo permetterci di ri-definire il concetto di PIL in modo da quantificare negativamente l’impatto ambientale e premiare azioni di risparmio, riuso, riciclo e di sobrietà energetica, come ad esempio:

  • Efficientamento energetico e di processi produttivi
  • Riduzione degli sprechi di risorse
  • Riuso dei materiali favorendo un’economia circolare
  • Produzione di energia da fonti rinnovabili
  • Riduzione delle emissioni in ambiente

Nel lungo periodo però è fondamentale cambiare completamente il sistema economico e il modello di sviluppo che stiamo seguendo!

Herman Daly già nel 1991 propone un modello economico (chiamato Economia dello Stato Stazionario) compatibile con la limitatezza delle risorse ambientali e critica l’approccio di cieca fiducia in una crescita infinita. Egli sostiene che “l’economia della crescita non è una scienza, ma un’idolatria. Non è una scienza perché si scontra con il primo e il secondo principio della termodinamica e ignora l’ecologia. È un’idolatria perché concepisce il genere umano come un onnipotente creatore piuttosto che come una creatura limitata“. [3]

Il Centro per l’avanzamento dell’economia stazionaria (CASSE) definisce l’economia dello stato stazionario come “un’economia connotata dalla disponibilità costante di persone e prodotti, con adeguati livelli di riferimento ottenuti attraverso tassi poco elevati di mantenimento del “flusso di produzione”, ovvero attraverso flussi più bassi possibili di energia e materie a partire dal primo stadio di produzione all’ultimo di consumo”. Il CASSE inoltre propone 15 azioni politiche per cercare di mettere in pratica questo modello economico [4], tra cui:

  • Creazione di reti di conservazione delle aree naturali per garantire la conservazione di ecosistemi
  • Stabilizzare la crescita demografica per garantire a tutti un adeguato livello di vita senza compromettere i sistemi ecologici
  • Implementare riforme fiscali nell’ottica di nuovi obiettivi macroeconomici
  • Imporre maggiori tasse a chi consuma risorse naturali o produce inquinamento ambientale
  • Limitare le disuguaglianze economiche, sanitarie e sociali
  • Promuovere il risparmio energetico
  • Continuare ad utilizzare il PIL (GDP) come solo indice di reddito e non di benessere
  • Utilizzare nuovi indici come il “Genuine Product Indicator” (GPI) o “Index of Sustainable Economic Welfare” (ISEW) come parametri di benessere sociale
  • Ridurre la pubblicizzazione di prodotti non necessari

L’economista Kate Raworth propone un altro modello economico capace di mettere in equilibrio il benessere dell’uomo e la sostenibilità, l’economia della ciambella. [5] Questo modello economico si discosta dall’approccio di crescita infinita del PIL (o GDP) e propone come punto di arrivo uno stato di equilibrio tra benessere dell’uomo e benessere del pianeta in cui ci troviamo. Kate Raworth descrive questo concetto con l’immagine di una ciambella in cui:

  • Nel confine interno sono rappresentate tutte le esigenza di base dell’essere umano per poter vivere in modo adeguato
  • Nel confine esterno sono rappresentati tutti i limiti fisici del nostro pianeta che non dobbiamo superare per evitare di esercitare una pressione esagerata sul pianeta

Rispettando i vincoli imposti da questo modello economico la società potrà rimanere in equilibrio con il pianeta pur soddisfando i diritti sociali degli individui come:

  1. accesso all’energia
  2. accesso ad acqua e cibo
  3. accesso all’educazione
  4. diritto al lavoro
  5. diritto ad una casa
  6. equità sociale e di genere
  7. libertà di espressione
  8. diritto alla sanità pubblica

Senza una rivoluzione di questo tipo Sostenibilità e crescita economica sono concetti molto distanti tra loro, purtroppo incompatibili.

Bibliografia

[1] Cos’è il PIL: definizione, metodi di calcolo e approfondimenti

[2] Composizione del PIL secondo il metodo dei beni finali (1970-2019)

[3] Raggiungere uno stato stazionario: Intervista con il pioniere dell’economia ecologica Herman Daly

[4] CASSE’s Top 15 Policies for Achieving a Steady State Economy

[5] Kate Raworth – Economia della ciambella

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